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Gli errori che rovinano una nanoplastia

Gli errori più frequenti nella nanoplastia: posa accorciata, capello non asciutto, diagnosi saltata, temperatura sbagliata, ciocche spesse e mantenimento non spiegato.

Vitta Gold Academy · 6 min di lettura

Piastra professionale e timer su un banco da lavoro in salone

In sintesi

  • Posa sotto i 40 minuti: prima causa di risultato che crolla in poche settimane.
  • Capello non completamente asciutto: gli attivi si diluiscono.
  • Diagnosi saltata: è lì che nascono le rotture, non in sigillatura.

Quando una nanoplastia non tiene, il prodotto è raramente il colpevole. Nella grande maggioranza dei casi una fase del protocollo è stata accorciata per far entrare un'altra cliente in agenda.

1. Posa accorciata

La reazione è chimica, non visiva: il capello che sembra già liscio nella ciotola non ha finito di processare. Sotto i 40 minuti il risultato regge qualche settimana, poi cade.

2. Capello non asciutto al 100%

L'umidità residua diluisce gli attivi. In salone non si vede, dopo tre settimane sì.

3. Diagnosi e test di trazione saltati

Il test dice se il capello sostiene il calore. Saltarlo su una cliente decolorata è il modo più diretto per rompere la fibra.

4. Ciocche troppo spesse

Il calore non attraversa una ciocca spessa in modo uniforme: la superficie risulta liscia, l'interno no, e la cliente torna dopo il primo lavaggio.

5. Mantenimento non spiegato

Un risultato tecnico perfetto lavato con uno shampoo aggressivo dura la metà. Il mantenimento fa parte del servizio.

Domande frequenti

Perché la nanoplastia non ha tenuto?

Nella maggior parte dei casi per una posa sotto i 40 minuti, un capello non completamente asciutto o ciocche troppo spesse in sigillatura.

La nanoplastia può rompere i capelli?

Con diagnosi e test di trazione eseguiti, no. Le rotture nascono dal saltare la diagnosi su capello decolorato o dall'eccesso di temperatura.

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